farmaci e scompenso

Da www.doctor33.it/news

Secondo quanto scrivono sul British Medical Journal i ricercatori della Norwich Medical School all’East Anglia University, in Gran Bretagna, esistono notevoli difficoltà nell’ottenere i dati degli studi precedentemente svolti sui farmaci per lo scompenso cardiaco. «Cosa che rende impossibile effettuare studi di revisione per valutarne rischi e benefici» esordisce Robert Fleetcroft dell’East Anglia, coautore dell’articolo, sostenendo che la difficoltà nell’accesso ai dati degli studi può portare a decisioni cliniche errate. «Le linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (Nice) sulla terapia farmacologica nell’insufficienza cardiaca si basano in gran parte su studi svolti in pazienti con sintomi gravi, ma molti scompensati esprimono quadri clinici più lievi e di conseguenza le stesse medicine potrebbero essere meno efficaci» scrivono gli autori, che hanno effettuato una revisione sistematica sull’efficacia di farmaci quali beta-bloccanti, Ace-inibitori e sartani negli individui con scompenso moderato. In questo modo i ricercatori hanno scoperto che dei 30 studi selezionati nessuno includeva dati sufficienti a valutare i risultati dei diversi trattamenti. Così Fleetcroft e colleghi hanno pensato di chiedere i dati aggiuntivi di cui avevano bisogno contattando gli autori dei trial. Ma dopo diversi tentativi solo sei autori su 30 hanno risposto. Tre di essi hanno spiegato che i dati non erano disponibili: uno ha detto che erano stati inclusi nello studio solo soggetti di una sola classe di gravità; un altro ha rifiutato di fornirli sostenendo che un’ulteriore analisi avrebbe potuto portare a risultati fuorvianti; il terzo ha chiesto di contattare un coautore risultato non disponibile. «Servono repository a livello nazionale che consentano di archiviare in modo centralizzato i dati degli studi svolti nel paese promotore della sperimentazione» affermano gli autori, sostenendo che il controllo delle repository dovrebbe essere di competenza delle organizzazioni scientifiche coinvolte nelle linee guida nazionali. «È inaccettabile prescrivere terapie farmacologiche basate su dati di efficacia clinica non di dominio pubblico» riprende Fleetcroft, spiegando che la trasparenza è essenziale per rafforzare la fiducia di medici e pazienti nella valutazione di nuove cure.

Bmj. 2015. doi: 10.1136/bmj.h5002
http://www.bmj.com/content/351/bmj.h5002

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