Le caratteristiche cliniche, la gestione e gli esiti dei pazienti con sindrome coronarica acuta e fibrillazione atriale: dati del mondo reale in Italia

Giuseppe Trisolino – Spec. in Cardiologia, Segretario Regionale ANCE Emilia Romagna

L'incidenza della fibrillazione atriale (FA) nelle sindromi coronariche acute (SCA) varia dal 2-23% (1) sebbene il suo impatto sui pazienti con SCA, seppur migliorato in regime ospedaliero, rimane controverso.  È stata eseguita una analisi (3) dei dati di due registri prospettici multicentrici italiani quali IN-ACS Outcome (4) e MANTRA (5) per descrivere l’impatto della FA sui pazienti con SCA sull'esito ospedaliero e a medio termine, concentrandosi su terapie antitrombotiche e sanguinamento. I risultati dello studio hanno incluso morte per qualsiasi causa e un end-point composito di morte / reinfarto / ictus / sanguinamento maggiore durante la ospedalizzazione e al follow-up di 6 mesi. La maggior parte dei pazienti (55,3%) aveva SCA senza innalzamento del tratto ST (NSTEMI). Dei pazienti con SCA con sopraslivellamento del tratto ST (STEMI), il 79,8% è stato riperfuso. Su 12288 pazienti con SCA, il 10,1% aveva FA al momento del ricovero o l'ha sviluppata durante il ricovero. I pazienti con fibrillazione atriale erano più anziani, avevano un carico maggiore di comorbidità, più spesso di sesso femminile. La mortalità intraospedaliera è risultata più alta tra i pazienti con fibrillazione atriale (8,7 vs 2,4%, P <0,001) che avevano presentato una maggiore incidenza di re-infarto (3,5 vs 1,7%, P <0,0001) e ictus ischemico (1,7 vs 0,4%, P <0,001) rispetto a quelli a ritmo sinusale. Anche i sanguinamenti maggiori sono stati più frequenti tra i pazienti con FA (1,9 vs 0,9%, P.<0,001). La mortalità per qualsiasi causa è risultata più alta in ospedale e a 6 mesi di follow-up nei pazienti con fibrillazione atriale rispetto a quelli senza aritmia (9,4 vs 3,5%, P <0,0001). All'analisi multivariata, la fibrillazione atriale è risultato un predittore indipendente dell'endpoint composito intraospedaliero (OR 1,67, IC 95% 1,35-2,06, P <0,0001), ma non al follow-up di 6 mesi. I predittori di sanguinamento maggiore in ospedale sono risultati il peso (odds ratio, OR, 0,97, IC 95% 0,95-0,99), il sesso femminile (OR 1,80, IC 95% 1,09-2,96), una storia di vasculopatia periferica (OR 2,95, 95% CI 1,83-4,78), lo shift della terapia anticoagulante (OR 2,62, 95% CI 1,36-5,05), la contropulsazione aortica (OR 4,44, 95% CI 1,85-10,69) e il dosaggio della creatinina ≥2 mg/dl all'ammissione (OR 3,68, IC 95% 1,84-7,33). In conclusione, la fibrillazione atriale si è confermata un predittore indipendente di esiti avversi in ospedale nei pazienti con sindrome coronarica acuta. Questo effetto scompare al follow-up a medio termine, sei mesi, mentre le comorbidità non cardiache sono emerse come fattori prognostici di esiti avversi. Nonostante la gestione aggressiva, il tasso di sanguinamento è rimasto relativamente basso in una popolazione con SCA non selezionata. Tuttavia, il sanguinamento maggiore ha influito negativamente sulla prognosi.

Riferimenti

1) Gonzalez-Pacheco H, Marquez MF, Arias-Mendoza A. et al. Clinical features and in-hospital mortality associated with different types of atrial fibrillation in patients with acute coronary syndrome with and without. ST elevation. J Cardiol 2015;66:148154.

2) Lucà F, Caretta G, Vagnarelli F et al. Clinical characteristics, management and outcomes of patients with acute coronary syndrome and atrial fibrillation: real-world data from two nationwide registries in Italy. 2020 Feb;21(2):99-105. doi: 10.2459/JCM.0000000000000911

3) Rizzello V., Lucci D, Maggioni A.P. et al.  IN-ACS Outcome Investigators. Clinical epidemiology, management and outcome of acute coronary syndromes in the Italian network on acute coronary syndromes (IN-ACS Outcome study). Acute Cardiac Care, 14:2, 71-80, DOI: 10.3109/17482941.2012.655296

4) Casella G., di Pasquale G, et al. Management of patients with acute coronary syndromes in real-world practice in Italy: An outcome research study focused on the use of ANTithRombotic Agents: The MANTRA registry. European Heart Journal: Acute Cardiovascular Care, 2 (1), pp. 27-34.