NON E' MAI TROPPO TARDI PER RIDURRE IL RISCHIO ICTUS NELLE DONNE

dr. Giuseppe Trisolino (Bologna), Spec. Cardiologia - Segretario Regionale ANCE, Emilia-Romagna

Molti studi prospettici hanno documentato un'associazione inversa tra stili di vita sani e rischio di ictus negli uomini e nelle donne di mezza età (1).  Tuttavia, l'effetto a lungo termine dei cambiamenti nello stile di vita sull'incidenza dell'ictus non è stato stimato in trial randomizzati. Partendo dalla premessa che le donne hanno maggiori probabilità, rispetto agli uomini, di avere ictus e complicanze della malattia ictale e che l’età media del primo ictus nelle donne è di 75 anni (2), alcuni ricercatori, utilizzando un ampio database (Nurses’ Health Study) con informazioni sulla salute di 59727 donne, età media di 52 anni al basale, prive di malattie cardiovascolari note e che hanno continuato lo studio per una media di 26 anni, hanno voluto verificare se uno stile di vita salutare, iniziato anche dopo i cinquanta anni di età, caratterizzato dallo smettere di fumare, dal fare esercizio fisico di intensità da moderata a vigorosa ≥ 30 minuti/die, dal controllare il peso corporeo e dall’adottare una dieta sana  (consumo di maggiori quantità di pesce, noci, cereali integrali, frutta e verdura e meno carne rossa, niente carne lavorata e meno alcool), potesse avere un impatto nel ridurre il rischio ictus a lungo termine. (3) L’analisi dei dati ha dimostrato, dopo un follow-up di 26 anni, che il 4,7% delle donne senza interventi sullo stile di vita, ha avuto un ictus; il 2,4% ha avuto ictus ischemico e lo 0,7% ha avuto ictus emorragico. Le donne che hanno ottemperato ai tre interventi non dietetici quali la cessazione del fumo, l’esercizio quotidiano e la riduzione del peso corporeo, hanno avuto una riduzione del rischio totale di ictus del 25% e di ictus ischemico del 36%, mentre le sole modifiche dietetiche hanno ridotto il rischio di ictus totale del 23%. In definitiva la riduzione del rischio totale e dell’ictus ischemico è stata maggiormente influenzata dalla cessazione del fumo, dall'esercizio quotidiano, dalla perdita di peso, dall'aumento di assunzione di pesce e noci e dalla riduzione di assunzione di carni rosse non trasformate, mentre per l'ictus emorragico, solo l'assunzione di pesce era maggiormente associato ad un rischio ridotto del 26%. Inoltre, il rischio ridotto di ictus era maggiore nelle donne che avevano un rischio di ictus al basale più elevato. Questo studio dimostra che il passaggio a uno stile di vita sano, anche oltre i 50 anni, ha ancora il potenziale per prevenire gli ictus e che le donne che apportano modifiche allo stile di vita nella mezza età riducono il rischio a lungo termine di ictus totale di quasi un quarto e ictus ischemico di oltre un terzo.

1) Larsson SC et al.  Primary prevention of stroke by a healthy lifestyle in a high-risk group. Neurology. 2015;84:2224–2228. doi: 10.1212/WNL.0000000000001637

2) Lundberg GP et al.  Burden of stroke in women. Trends Cardiovasc Med. 2016;26:81–88. doi: 10.1016/j.tcm.2015.04.010

3) Priyanka Jain et al. Hypothetical Lifestyle Strategies in Middle-Aged Women and the Long-Term Risk of Stroke. Stroke. 2020;51:026761-00. DOI: 10.1161/STROKEAHA.119.026761.)