Non-O blood groups associated with higher risk of heart attack
Cardiovasc J Afr. 2017 May-Jun; 28(3): 195.

Secondo una ricerca presentata all’Heart Failure 2017 e al 4° Congresso mondiale sull’Insufficienza Cardiaca il gruppo sanguigno diverso da O, ovvero A, B e AB, è associato ad un rischio incrementato di infarto del 9 %. Lo dimostra una meta-analisi che ha interessato studi prospettici che hanno messo in relazione i gruppi sanguigni O e non O con l’incidenza di eventi cardiovascolari (infarto del miocardio, la malattia coronarica, l’insufficienza cardiaca e la mortalità cardiovascolare). Lo studio ha incluso oltre un 1.3 milioni di soggetti provenienti da 11 studi prospettici. Gli eventi cardiovascolari sono stati complessivamente 23.154. I ricercatori hanno analizzato l’associazione tra il gruppo sanguigno e tutti gli eventi coronarici, gli eventi cardiovascolari combinati e gli eventi coronarici fatali. L’analisi di tutti gli eventi coronarici ha mostrato che l’1,5 % di persone con un gruppo non-O e l’1,4 % di persone con un gruppo O ha avuto un evento coronarico. La odds ratio (OR) per tutti gli eventi coronarici era significativamente maggiore nel gruppo non O, pari a 1,09 (IC 95% di 1,06-1,13). L’analisi di eventi cardiovascolari combinati mostrava la presenza di un evento nel gruppo non-O del 2,5 % e del 2,3 % nel un gruppo O. L’OR per gli eventi cardiovascolari combinati era significativamente più elevato nei portatori del gruppo sanguigno non-O, a 1.09 (95% IC 1.06-1.11). Nessuna differenza significativa, in termini di eventi coronarici fatali, tra il gruppo O e non O. In conclusione, lo studio mostra che il gruppo saguigno non-O è associato a un aumento del rischio di eventi coronarici del 9% e un rischio aumentato del 9% degli eventi cardiovascolari, in particolare dell’infarto miocardico. Non chiariti i meccanismi che possono spiegare questo rischio. Gli autori ipotizzano che il rischio più elevato di eventi cardiovascolari nei portatori del gruppo sanguigno non-O potrebbe essere dovuto a maggiori concentrazioni di fattore di von Willebrand, fattore della coagulazione, che è stata associato ad eventi trombotici. I soggetti con gruppo sanguigno non-O, in particolare quelli con gruppo A, secondo lo studio, avevano ipercolesterolemia più elevata e anche la galectina-3, una proteina legata all’infiammazione e a peggiori outcomes clinici in pazienti con insufficienza cardiaca, è risultata più alta nel gruppo non-O. Sono ovviamente necessari ulteriori studi per verificare il valore di questi dati sul maggiore rischio cardiovascolare nei portatori di gruppo sanguigno A, B e AB anche per poter individuare se alcuni gruppi possono trarre beneficio da trattamenti preventivi.
A cura di Giuseppe Trisolino