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Nella storia dell'umanità alcune scoperte hanno inciso in maniera determinante ed hanno aumentato di per sè l'accelerazione generazionale. Citiamo a questo proposito l'invenzione di Gutemberg che nel 1450 riesce a riprodurre infinite volte la pagina a stampa. Il libro diviene l'entità del sapere e la sua diffusione, prima limitata, poi sempre più ampia, accresce ciò che l'uomo sa. Paradossalmente è l'utilizzo del trasporto su rotaia prima e dell'automobile dopo, che ne aiutano la capillarizzazione affrancando l'uomo dal cavallo! Un libro, un giornale, una notizia possono essere diffuse alla fine dell'800 ad una velocità media di 80 chilometri l'ora e quindi possono raggiungere molte persone, in paesi diversi, nell'arco delle ventiquattrore. Nel 900 la scoperta di Guglielmo Marconi dà un ulteriore impulso alla comunicazione attraverso la radio. Ma a questo nuovo mezzo incredibile manca il documento, cioè la parola scritta. Bisogna aspettare la fine del secondo conflitto mondiale per transitare dalla radio alla computerizzazione che ti da quanto si era raggiunto fin qui ma con l'aggiunta della video scrittura. In un attimo alla velocità della luce ciò che si pensa può esser trasmesso in tutto il mondo rendendolo visibile nella lingua di chi legge! Il Direttore di un Giornale chiamato a fare un commento sul nuovo sito informatico ove il Giornale sarà costantemente visibile da chiunque e dovunque non può non esser combattuto tra l'amore per la pagina stampata, ricca di tutti i suoi specifici caratteri organolettici: dal fruscio allo spessore, al piacere di girarla per vedere la successiva ed il pensiero che la stessa, identica anche se virtuale, sarà sempre a disposizione di chiunque voglia guardarla, leggerla, studiarla. Il contrasto ideologico è forte e ci si può chiedere perché non dar vita solo e soltanto alla virtuale, ma visibile pagina informatica? Carlo Fernandez |




