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COLLEGE DI CARDIOLOGIA PRATICA DELL'ANCE Il compito di studiare il progetto fu affidato allo stesso Fernandez il quale all'inizio del 1992 presentò al Consiglio un piano attuativo dettagliato, che venne approvato e diede il via all'iniziativa. Fernandez fu nominato direttore; la vicedirezione fu demandata al Prof. Enzo Romano e fu nominato Segretario il Dr. Francesco Riolo. Le motivazioni ideologiche che erano alla base dell'iniziativa trassero origine dal mutato modello d'intervento del cardiologo che opera in ambito extraospedaliero. La preparazione professionale di quest'ultimo, infatti, impone sempre maggiore attenzione nei confronti degli interventi di prevenzione, diagnosi e cura. I Cardiologi, cui l'iniziativa intendeva rivolgersi, sono operatori sanitari per i quali spesso risulta difficoltoso l'aggiornamento ma, altresì, responsabili di oltre il 90% dell'attività cardiologica complessiva del territorio nazionale. Ogni Corso annuale, monotematico, si sarebbe sviluppato attraverso vari Seminari (2-4 per ciascun Corso) distribuiti lungo l'arco dell'anno in modo equidistante. Ciascun Seminario era da riservare ad un massimo di 20-22 discenti, nel rispetto di una equilibrata distribuzione regionale. I gruppi degli iscritti dovevano esser diversi nei vari Corsi. I partecipanti, già interessati alla materia oggetto dei Seminari, si dovevano impegnare a trasferire, in periferia, quanto a loro fornito in termini d’aggiornamento e puntualizzazione. La sede, dopo lunghe indagini, venne individuata presso il Villa Medici a Firenze, città scelta per la sua grande tradizione culturale e per la "centralità" della dislocazione geografica nazionale. I Docenti, due o più per ciascun Seminario, appartenenti alle più prestigiose Università italiane, dovevano essere Esperti della materia da trattare. La didattica, di tipo esclusivamente "tutoriale-interattivo" doveva tenere conto della personalità e della competenza dei partecipanti ai quali era riconosciuta la funzione di "indicatori di problemi da risolvere", di "censori delle soluzioni", di "interfacce applicative" tra esperienze in ambulatorio e soluzioni teorico-dottrinarie. Per ogni Seminario, inoltre furono previste alcune nozioni di tecnica della comunicazione, di didattica espressiva, di grafica applicativa, di comportamenti e di rapporti interprofessionali (verso il Medico di Medicina Generale, verso il Medico Ospedaliero) ivi comprese le relazioni cliniche ed il rapporto medico-paziente. Tra gli obiettivi del "College" vi era appunto quello di dotare i partecipanti di modelli applicativi comportamentali che potessero divenire, nel tempo, patrimonio comune di tutti i soci dell'A.N.C.E. Quanto realizzato durante i lavori di ogni Seminario era da registrare e quindi riportare su dispense che, distribuite a tutti i partecipanti, potevano divenire oggetto di rilettura e revisione critica e, quindi, di stesura definitiva. Sin dalle prime esperienze (il primo Seminario si è svolto il 26, Aprile del 1992) si è avuta la sensazione di aver centrato il bersaglio e di aver colmato un’ampia lacuna esistente a livello di una parte importante della cardiologia attiva italiana. Ciò poteva collegarsi a quanto era accaduto nel 1978 quando era nata l'ANCE, la dove molti cardiologi italiani si chiesero quali potevano essere i motivi tali da giustificare la presenza di una "terza forza" all'interno della già tanto affollata coorte di specialisti in cardiologia. In realtà ci si dimenticava che circa 3.000 specialisti cardiologi, espletavano la loro attività anche, se non esclusivamente, spesso al dì fuori delle strutture nosocomiali, vuoi universitarie, vuoi ospedaliere e questi Colleghi sentivano pressante il peso di una vissuta, anche se non dichiarata, emarginazione culturale. Accanto a questa già valida motivazione ve ne erano altre due, cosi ricche di contrasti da definirsi paradossali: da un lato, proprio in quegli anni si assisteva al boom della cardiologia dell'emergenza col sorgere ed il diffondersi delle UTIC, sempre più cariche dì successi e tali da offuscare quanto si poteva fare in corsia o in ambulatorio. Dall'altra parte, grazie all'azione lenta ma costante sui principali fattori di rischio cardiovascolare, ed alle mutate condizioni di vita, quasi senza accorgersene, si aveva la progressiva mutazione della storia clinica delle cardiopatie con una sempre più ampia presenza di pazienti affetti da forme croniche a lungo decorso. Ciò comportava inevitabilmente l'esigenza di tempi d'intervento più ampi, per quei malati, che non potevano essere curati in corsia e che avevano necessità di controlli periodici per molti anni e che, in una parola, erano tipicamente "ambulatoriali". L'Associazione ebbe quindi ampi motivi giustificativi d'esistere e divennero più nitidi gli obiettivi che comunque erano sempre riconducibili all’opportunità di garantire idoneo livello culturale aggiornato a chi operava in ambito extraospedaliero. Si espandeva però nel tempo l'altro problema: quello legato al mutare della storia naturale delle cardiopatie; alla più ampia disponibilità di farmaci sempre più efficaci: all'allungamento del tempo medio di vita con popolazioni sempre più avanti negli anni e sempre più oberate da problemi cardiovascolari al limite tra fisiologia e patologia; si assisteva al nascere di esigenze culturali poco presenti nel bagaglio tradizionale fornito a tutti coloro che completavano, anche se con pienezza, gli studi universitari e la specializzazione. Difettavano, in tutti costoro, le competenze legate alle nuove esigenze del momento, determinate da tutti i fattori più su elencati. Le tradizionali forme d'aggiornamento cominciavano a mostrare la loro inadeguatezza e sì sentiva sempre più pressante la necessità del confronto diretto tra esperienza sul campo e competenza dottrinaria. E' verosimile che questi siano stati i motivi che hanno dato vita, all'interno dell'ANCE, ad una nuova struttura articolata quale è il College di Cardiologia Pratica, la cui realtà si è sviluppata ininterrottamente per 10 anni è può rappresentare la risposta concreta ed attuale a quegli interrogativi ed a quelle esigenze che abbiamo via via qui considerato. Gli oltre 2.600 cardiologi che hanno frequentato ad oggi il College hanno portato a Firenze il proprio patrimonio culturale ricco delle loro esperienze quotidiane sul campo, lo hanno messo a confronto con il bagaglio dottrinario dell'esperto, lo hanno confrontato con quello di altri Colleghi di altre regioni e da questo complesso ne è derivato un messaggio continuo pregno di immanenza reale, che hanno riportato con se, rientrando nei propri ambiti di lavoro e che hanno cercato di trasmettere ad altri Colleghi, non partecipanti ai Corsi, ma con i quali hanno continui rapporti di lavoro, siano essi Colleghi di Medicina Generale, Cardiologi, internisti, Ospedalieri ed Universitari. Alla fine del 1994 molti Colleghi hanno fatto pervenire alla direzione del College l'opportunità di effettuare anche Corsi di Ecocardiografia. Il desiderio di realizzare ciò con metodiche formative innovative e pratiche ha richiesto lo studio di nuovi modelli didattici che hanno coinvolto, di necessità, le strutture del Policlinico e dell'Ospedale di Careggi. Il College fin dall'inizio aveva stipulato una Convenzione con la Cattedra di Clinica Medica e Metodologia Clinica allora diretta dal Prof. Gian Gastone Neri Serneri. Per i Corsi di Ecocardiografia è stato necessario ampliare la Convenzione oltre che con le strutture nosocomiali ed universitarie, anche con la ASL di zona; ciò per poter consentire l'acceso ai Cardiologi ANCE presso i laboratori di Ecocardiografia del Careggi. La Convenzione stipulata col Prof. Gianfranco Gensini, nuovo Direttore della Cattedra di Clinica Medica, ha consentito il libero accesso allo specialista proteggendolo anche con la tutela assicurativa e facendolo divenire cosi medico effettivo. Sono stati individuati otto Servizi di Ecocardiografia ove tre dei nostri corsisti prendevano "servizio" dal lunedì mattina alle ore 8,30 fino al Venerdì pomeriggio, seguendo l'attività di Reparto e sostituendosi ove possibile all'operatore al quale potevano chiedere informazione e note didattiche. Ogni Corso era quindi frequentato da 24 corsisti che si potevano alternare ogni due giorni nei vari Servizi. Due pomeriggi erano dedicati a lezioni teoriche alle quali partecipavano tutti. I Corsi d’Ecocardiografia hanno ottenuto un successo enorme dando luogo a "liste di attesa" molto ampie. Dal 1994 al 2002 hanno partecipato ai Corsi (uno ogni due mesi) circa 700 associati. Il College per adempiere nel suo complesso alla didattica teorica o pratica ha richiesto l'intervento di circa 250 docenti tra universitari ed ospedalieri; nel periodo successivo al 1997 i Corsi sono stati prevalentemente monotematici con indirizzo sempre molto pratico cercando di fornire modelli comportamentali idonei non solo per patologie a grandi linee, ma anche per singola patologia e per specifici deficit funzionali sono state prodotte circa 80 dispense e 15 Volumi. Dal 2002 l'attività presso Villa Medici a Firenze si è interrotta in quanto, in gran parte, la didattica intramoenia è stata trasferita presso la sede ANCE di Roma.
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